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martedì 24 novembre 2020

“Outside In”: l’opera street art di JDL a San Paolo a Roma che abbraccia libertà e tutela dell’ambiente.

 
Il murales green “Outside In” della street artist JDL dedicato al tema dell’identità di genere nel quartiere di San Paolo a Roma
(foto di Maura Crudeli “Yourban2030”) 

Restare meravigliati di fronte a un’opera street art dal forte messaggio in direzione dell’identità di genere e della tutela dell’ambiente è quello che può capitare passando per il quartiere di San Paolo a Roma. A suscitare forte emozione è il grande murales green “Outside In”, inno alla libertà di vivere il proprio genere, all’amore libero da ogni pregiudizio e alla felicità ad opera della giovanissima street artist olandese JDL carico di significato e di riferimenti impresso sul muro dell’Istituto Tecnico Itis Armellini.


La straordinaria opera di street art pubblica, all’aperto e visibile a tutti, nessuno escluso,  più grande d’Europa che svetta verso il cielo a tema LGBT+ dedicata all’icona del movimento, La  Karl Du Pigné, nata dalla collaborazione tra Italia, Stati Uniti e Olanda, è un’opera monumentale di 250 mq realizzata con materiali misti, in cui l’ultimo strato di vernice Airlite mangia smog è in grado di compensare l’inquinamento causato da oltre 52 autovetture al giorno. 


Un progetto, patrocinato dal Municipio VIII di Roma, voluto e realizzato dalla no profit “Yourban2030” fondata da Veronica De Angelis con la project manager Maura Crudeli, in sinergia con una cordata internazionale, il Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli e il sapiente lavoro di operai, artisti, tecnici di cantiere, istituzioni, oltre ai tanti cittadini che attraverso la campagna di crowfunding hanno contribuito alla riuscita del progetto dal forte messaggio illustrato in cui rimandi a lotte e conquiste per il diritto alla felicità, alla libertà e difesa e rispetto dell’ambiente si integrano. 



La spettacolare opera d’arte on the road in bianco e nero a simboleggiare concetti e valori ma anche a decorare, a rendere bellezza ai muri e dialogare con lo spazio urbano, raffigura una splendida  donna di fronte a uno specchio che vede un uomo riflesso o un uomo che specchiandosi vede una donna, mostrando a tutti e con orgoglio la propria identità. 



Il murale “Outside in” in fase di realizzazione (foto di Maura Crudeli “Yourban2030”)



Veronica De Angelis , classe 1985, è una giovane audace imprenditrice romana che ha scelto di investire in prima persona sulla sostenibilità. Con la project manager Maura Crudeli e un team composto da Emanuela Conti, Giuseppe Molinari, Daniele Bernardi, nel 2018  fonda la no profit   “Yourban2030”  ispirata ai 17 obiettivi dell’Agenda 2030, con la quale realizza connessioni virtuose tra arte e innovazioni tecnologiche per dar vita a progetti artistici in grado di parlare di ambiente e sostenibilità. L’arte al servizio della Terra. Nel 2020 insieme a Frank Ferrante decidono di portare Yourban2030 negli Stati Uniti dove hanno l’esclusivo uso di Airlite per progetti artistici. 


JDL Street Art è un’artista urbana donna con sede ad Amsterdam, specializzata in ritratti aerasol realistici e a mano libera.


sabato 23 febbraio 2019

“QUELLO CHE I MURI DICONO": suggestivo viaggio nella street art romana, tra graffiti, murales e segni colorati con acrilici e bombolette spray






Una mappa "ragionata" con tanto d'inserto a colori di murales, graffiti, opere estemporanee di writes urbani che affiorano sulle mura, sui ponti, sulla metropolitana, i treni e le strade dei quartieri periferici della Capitale. E' quello che l'autrice Carla Cucchiarelli offre al lettore con l'interessante guida alla street capitolina “QUELLO CHE I MURI DICONO” (Iacobelli editore), presentato il 22 febbraio scorso al  Macro - Museo d'arte Contemporanea - di Roma.

Un viaggio nei quartieri popolari della Roma fuori dal circuito turistico, intriso del fascino di una citta' creativa che trasmette messaggi attraverso i muri, ma anche di riflessioni sull'arte e sul sociale. 
La narrazione di segmenti di una citta' effervescente in continuo movimento, che cambia, si ridipinge, prende colore e comunica attraverso l'arte di opere che nascono spontaneamente e anche illegalmente, effimere per definizione e in molti casi soggette pure a rimozione immediata, come nel caso delle opere murali di Maupal (al secolo Mauro Pallotta) a Borgo Pio, aventi per soggetti papi e temi scottanti, ma spesso anche condivise da amministrazioni e comunità locali . 
Un'arte che incorpora suggestioni e paesaggi immaginifici,  donata alla città per svariati motivi, con l'arte si possono trasmettere messaggi, attivare processi di riqualificazione di contesti urbani e sociali degradati o semplicemente portare bellezza dove non c'è, contribuendo con essa a sfatare il luogo comune secondo cui segnare i muri è sinonimo di atti vandalici. 
Tanti i murales nella Capitale: l'omaggio a Pasolini al Pigneto con murales di Mauro Pallotta e Mr Klevra; l’uomo che beve un caffè del duo Etam Cru a Tor Pignattara; le teste parlanti di Carlos a Atoche, divertenti personaggi di Mimì the Clown; la lupa di Roma al Testaccio; i dipinti di Alice Pasquini e Tina sul Grande Raccordo Anulare e il condominio di Tor Marancia; il murale di Pineta Sacchetti La bicicletta verde. Senza dimenticare il Museo dell’Altro e dell’Altrove sulla Prenestina e quello all’aperto al Quadraro. 
Mentre continua il dibattito se quanto realizzato con la bomboletta spray è cultura underground o vandalismo, “Quello che i muri dicono" è un lavoro straordinario che non ci resta che leggerlo e  del quale ringraziare l'autrice Carla Cucchuarelli per averci offerto un racconto dettagliato sulla Street Art - fenomeno nato come forma d'arte ribelle nella New York degli anni ’60 e arrivata, ormai circa cinquant’anni fa, in forma di protesta, anche nell’università di architettura occupata a Valle Giulia a Roma - ed immergerci nei quartieri della capitale per emozionarci di fronte a tale forma d'arte dove creatività, sociologia, storia, geografia e urbanistica si intersecano in modi inediti e sorprendenti. 



Carla Cucchiarelli - giornalista, vicecaporedattore del TGR Lazio, scrittrice, da sempre appassionata all'arte e ai temi sociali. Tra le sue pubblicazioni: Perché le mamme soffrono. Storie vissute nell’universo salvamamme (Armando editore, 2009) con Vincenzo Mastronardi e Grazia Passeri; il romanzo Ho ucciso Bambi (Zeroundici edizioni, 2012), la drammatica vicenda di un artista in Quella notte a Roma (Iacobelli editore, 2013) e un’ipotetica autobiografia di Monna Lisa in No, la Gioconda no (Compagnia editoriale Aliberti, ebook 2015). Un suo racconto è pubblicato nel libro Streghe d’Italia o presunte tali 2 (Fefè Editore, 2014),Telefono Rosa. Una storia lunga trent'anni (Feltrinelli editore).