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giovedì 10 settembre 2026

Roma, apre la SIArt Gallery con “WONDERFUL” di Moreno Bondi




Una nuova galleria d’arte contemporanea apre nel cuore di Roma con la Mostra Personale “ WONDERFUL “  del Maestro  MORENO BONDI,  artista internazionale che presenta  le sue serie inedite  “ Wonderful” e “Caravaggio Pop”. 

Parliamo dello spazio culturale e artistico d’eccezione SIArt Gallery, pronto ad ospitare il nuovo progetto artistico, orientato alla scoperta, promozione e valorizzazione di talenti in ambito nazionale ed internazionale, della dottoressa Sylvia Irrazabal più volte Commissaria alla Biennale Internazionale d’Arte di Venezia con alle spalle una carriera di incarichi internazionali di prestigio in campo culturale. 

In un meraviglioso palazzo di fine Ottocento, nel centro della capitale, intriso di storia e cultura, tra gli antichi archi romani di Via Santa Maria de’ Calderari (a due passi dal Ghetto Ebraico e Campo dei Fiori), grazie all’intuito  e la genialità della dottoressa Irrazabal, trova il suo centro operativo, espositivo e dialogo artistico l’Associazione Culturale SIArt Cultural Network, da sempre impegnata nella promozione dell’arte come linguaggio universale capace di unire culture, generazioni e visioni diverse. Come argomenta la stessa Irrazabal, ideatrice e curatrice del progetto artistico, “un’idea di libertà artistica e letteraria e di dialogo aperto in grado di offrire uno spaccato dell’arte contemporanea nel panorama italiano e internazionale. Di fronte a crescenti conflitti del mondo attuale, è fondamentale mantenere viva la fiamma dell’impegno artistico per la pace e di un dialogo culturale senza confini e senza barriere per promuovere solidarietà e comprensione perché l’arte nelle sue varie espressioni ha un potere straordinario di trasformazione, resistenza e dialogo”. 



Sylvia Irrazabal


Ancora, a sentire la curatrice artistica rispondere alle domande della giornalista  Antonietta Di vizia per   ‘Roma Oggi’, in merito allo svolgimento della serata inaugurale,  “due eventi d’eccezione avranno luogo alla SiArtGallery. Si inaugurerà questa nuova galleria SiArt di quattro arcate nel cuore di Roma alla quale sarà invitata la musa di Andy Warhol, la splendida madrina del Pop e grande stilista di fama internazionale Regina Schrecker. Ci sarà quindi il lancio di una Mostra d’eccezione dal titolo ‘WONDERFUL’ del grande Maestro Moreno Bondi, una personalità artistica e accademica di livello straordinario capace di far dialogare le rigorose tecniche del Seicento con la sensibilità contemporanea.



Crisalide - Moreno Bondi 



Moreno Bondi nato a Carrara, patria del marmo e della scultura é cresciuto in una Toscana culla del Rinascimento; ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti a livello nazionale ed internazionali imponendosi come un’eccellenza artistica italiana nel mondo. Il suo lavoro ha sollecitato l’interesse di Vittorio Sgarbi che lo ha invitato alla 54ma BIENNALE DI VENEZIA, mentre le pubblicazioni a lui dedicate portano le firme autorevoli di Antonio Paolucci, Claudio Strinati, Bert Treffers, Marco Bussagli, Giovanni Faccenda, Rossella Vodret, Janus. È titolare della Cattedra di Tecniche Pittoriche presso l’Accademia di Belle Arti di Roma e del Master post lauream biennale per l’ Insegnamento delle Discipline Pittoriche. La conoscenza approfondita della pittura di Caravaggio, la rappresentazione dei corpi potenti ammantati dal suggestivo contrasto luce-ombra, evocano l’accostamento fra il genio seicentesco e Bondi, che in maniera attuale elabora l’antico reinterpretandolo attraverso il filtro della contemporaneità, ponendosi come un “nuovo Caravaggio moderno”. Nella sua “Venere Pop” simbolo di questa Mostra, Moreno Bondi, ispirandosi alla corrente pop, concretizza un’interpretazione moderna dell’icona classica, arricchita da tatuaggi giapponesi e resa in modo iper realistico in una ricerca innovativa del colore. Ma non vogliamo svelare tutte le meraviglie che stupiranno i nostri invitati in questa Personale di Moreno Bondi dal titolo appunto ‘WONDERFUL’. “


Inaugurazione della SIArtGallery, e della Mostra “WONDERFUL” del Maestro Moreno Bondi (visibile dal 29 settembre al 28 ottobre) . Solo invito martedì 29 Settembre alle ore 18.30 via Santa Maria de’ Calderari 22-23 -  Roma. 

Curatrice: Sylvia Irrazabal

Critico d’Arte: Alfio Borghese 




giovedì 9 luglio 2026

"KANDINSKY", mostra dal 15 settembre 2026 al 14 febbraio 2027 a Palazzo Bonaparte, Roma




La mostra dedicata a Vassily Kandinsky (1866-1944), l'artista russo naturalizzato francese che ha ridefinito il linguaggio della pittura moderna, trasformando colore, forma e segno in emozione, sarà  ospitata  a Palazzo Bonaparte a Roma dal prossimo 15 settembre al 14 febbraio 2027.

L'esposizione ripercorrerà l'intera evoluzione artistica e spirituale del padre dell'astrattismo, dalle prime tele figurative fino alle rivoluzionarie composizioni astratte.
L’evento culturale di eccezionale rilievo internazionale,  più importante dell'anno, rappresenta la prima grande retrospettiva romana degli ultimi 25 anni, con circa settanta capolavori provenienti da musei internazionali e dal prestigioso museo Centre Pompidou di Parigi. 

 Generata e organizzata da Arthemisia in collaborazione con il museo francese, curata da Angela Lampe, la mostra conserva il più completo e importante nucleo di lavori dell’artista al mondo grazie alle donazioni e al lascito della moglie Nina Kandinsky.


Colori, suoni, suggestioni, ed emozioni raccontano l’intera storia umana ed artistica di Kandinsky, tutte le tappe della sua trasformazione, da avvocato in Giurisprudenza ed Economia politica all'Università di Mosca a maestro dell’arte moderna, attraversando epoche storiche, paesi, grandi amori passionali.


Due figure femminili in particolare verranno raccontate nella mostra, perché ebbero un ruolo fondamentale nella sua affermazione: Gabriele Munter, sua compagna per oltre un decennio, grande artista rimasta a lungo nell’ombra e oggi riscoperta grazie ad alcune sue bellissime opere che saranno esposte per la prima volta nella mostra; e Nina Kandinsky, sua devota moglie e custode instancabile della sua memoria.

È stato proprio il generoso lascito di Nina al Centre Pompidou di Parigi a permettere di preservare e far giungere fino a noi l'immenso patrimonio del maestro, che oggi si svela a Roma in un'occasione eccezionale e irripetibile. Mentre l'istituzione francese si prepara, infatti, a una lunga chiusura per restauri, la Capitale si afferma come il principale punto di riferimento internazionale per la riscoperta dell'opera di Kandinsky, offrendo al pubblico italiano il privilegio raro di ammirare capolavori che difficilmente lasciano Parigi.


La mostra non riporta soltanto la storia di uno dei più grandi artisti del Novecento, racconta la nascita di una rivoluzione nell’arte. 

Per Kandinsky, infatti, un colore poteva avere il suono di una melodia, una linea poteva esprimere un'emozione. Da questa intuizione rivoluzionaria nacque l'astrattismo: un linguaggio completamente nuovo, destinato a cambiare per sempre la storia dell’arte e anche il nostro modo di guardare il mondo.


Attraverso cinque sezioni, il percorso espositivo accompagna il visitatore in un viaggio straordinario che attraversa tutta la vita e la ricerca dell'artista: dalle prime opere figurative agli anni di Monaco e del Blaue Reiter, fino agli anni della Russia rivoluzionaria, all’esperienza fondamentale al Bauhaus e all’ultima stagione parigina.


Tra i capolavori della suggestiva esposizione spiccano opere iconiche come Gelb-Rot-Blau (1925), considerata uno dei massimi esempi della sua produzione: una composizione in cui forme e colori si organizzano secondo una logica quasi musicale, dando vita a un’esperienza visiva intensa, coinvolgente e suggestiva.





L’ esposizione restituisce tutta la complessità della figura di Kandinsky: pittore, teorico, docente, intellettuale e protagonista assoluto delle avanguardie europee. Accanto alle opere pittoriche, saranno esposti documenti, fotografie, oggetti personali e materiali provenienti dalla Bibliothèque Kandinsky, che consentiranno di entrare nella dimensione più intima e quotidiana dell'artista.





Il percorso sarà inoltre arricchito da approfondimenti dedicati alle sue teorie sul rapporto tra colore, forma e musica. Non mancherà, inoltre, la possibilità di perdersi tra le geometrie ed i colori di Kandinsky in una sala immersiva ideata appositamente per la mostra.


Nato a Mosca nel 1866, Vassily Kandinsky non sembrava destinato a diventare uno degli artisti più rivoluzionari della storia. Dopo gli studi in giurisprudenza ed economia e una promettente carriera accademica, attorno ai trent'anni prende una decisione radicale: abbandonare tutto per dedicarsi alla pittura. Si trasferisce a Monaco di Baviera, nel cuore dell'Europa artistica di inizio Novecento, entrando in contatto con quel fermento culturale che avrebbe cambiato per sempre il volto dell'arte moderna. 


Due esperienze, in particolare, segnano profondamente la sua ricerca la prima è l'incontro con i mucchi di fieno o  Covoni  - serie di quadri impressionisti dipinti - di Claude Monet dove  le forme sembrano dissolversi nel colore, dai quali Kandinsky comprende che un dipinto può emozionare anche senza rappresentare fedelmente la realtà; la seconda è l'ascolto del Lohengrin di Richard Wagner al Teatro Bol'šoj di Mosca: un'esperienza quasi rivelatrice, che gli suggerisce la possibilità di un'arte senza oggetto capace di agire come la musica, evocando emozioni, ricordi e immagini interiori.


Da questa intuizione nascerà una delle rivoluzioni artistiche più importanti del Novecento. Nel 1911 Kandinsky fonda, insieme a Franz Marc e anche a Gabriele Münter, il Der Blaue Reiter (Il Cavaliere Azzurro), movimento che pone al centro dell'arte la dimensione spirituale, emotiva e interiore dell'esperienza umana. Sono gli anni in cui il colore conquista progressivamente la propria autonomia e la pittura si avvicina, passo dopo passo, all'astrazione.


È proprio questo periodo straordinario, compreso tra il 1911 e il 1914, a occupare uno spazio centrale nel percorso espositivo. Opere fondamentali come L'Arco nero (1912), tra i capolavori più celebri della collezione del Centre Pompidou, testimoniano il passaggio decisivo verso un linguaggio artistico completamente nuovo, nel quale forme, colori e segni acquisiscono una forza espressiva indipendente dalla rappresentazione del reale.


In questo contesto, nell’ambito della mostra  verrà dedicato ampio spazio anche alla figura Gabriele Münter, compagna di Kandinsky in quegli anni ma anche esponente centrale dell’Espressionismo tedesco, tra le artiste più significative del gruppo del Blaue Reiter, con una selezione di opere di prim'ordine accompagnate da una documentazione che metterà in luce il suo lavoro.

Münter condivise con Kandinsky una stagione di intensa ricerca e sperimentazione, contribuendo in modo decisivo allo sviluppo delle nuove avanguardie. Il loro rapporto, profondo e complesso, intrecciò dimensione personale e dialogo artistico, lasciando un’impronta significativa in una fase cruciale per la nascita dell’astrazione.


Lo scoppio della Prima guerra mondiale segna il ritorno dell’artista in Russia, dove partecipa attivamente alla riorganizzazione della vita culturale nel contesto rivoluzionario.

Nel 1921 viene chiamato in Germania a insegnare al Bauhaus, centro nevralgico delle avanguardie europee, dove approfondisce ulteriormente la relazione tra forma, colore e struttura compositiva.

La chiusura della scuola nel 1933 da parte del regime nazista lo costringe a trasferirsi a Parigi, dove rimane fino alla morte nel 1944, lasciando un’eredità decisiva per l’arte moderna e contemporanea.


Con il patrocinio dell’Ambasciata di Francia in Italia, della Regione Lazio e del Comune di Roma – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative

riconducibili alla Giornata della Memoria, la mostra è prodotta e organizzata da Arthemisia in collaborazione con il Centre Pompidou di Parigi, curata da Angela Lampe, conservatrice delle collezioni moderne del Musée national d’art moderne, con la consulenza scientifica ed editoriale per i contenuti divulgativi di Francesca Villanti.


Main partner dell’esposizione è la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, con Fondazione Cultura e Arte e Poema.


Gli sponsor della mostra: Generali Valore Cultura, mobility partner Atac e Frecciarossa Treno Ufficiale, media partner Urban Vison e la Repubblica, radio partner Dimensione Suono Soft e sponsor tecnico Ferrari Trento.


Il catalogo è edito da Moebius.


IL CENTRE POMPIDOU

Dal 1977, il Centre Pompidou non ha mai smesso di essere il luogo di una cultura viva e impegnata – un centro multidisciplinare profondamente radicato nella società e aperto sul mondo. Nel 2025 ha avviato una vera e propria metamorfosi che gli consente di rimanere in movimento per tutta la durata dei lavori di ristrutturazione, fino alla sua riapertura nel 2030. Grazie all'ambizioso programma culturale Constellation, l'intero spirito del Centre Pompidou prende vita in numerose istituzioni partner, sia in Francia che a livello internazionale – a partire dal Centre Pompidou-Metz, dal Grand Palais e, prossimamente, dal Centre Pompidou Francilien.

Da circa quindici anni, il Centre Pompidou rafforza la sua presenza internazionale attraverso mostre itineranti, prestiti eccezionali e collaborazioni a lungo termine. Questo sistema mira a diffondere le collezioni, condividere le competenze e creare dialoghi tra le diverse scene artistiche, contribuendo al contempo alla diplomazia culturale française. L'apertura di sedi del Centre Pompidou in tutto il mondo gioca un ruolo chiave in questa strategia. Dopo Malaga nel 2015 e Shanghai nel 2019, e in parallelo con l'attesa inaugurazione del Centre Pompidou Francilien a Massy, apriranno successivamente due nuovi spazi internazionali, a Seul e poi a Bruxelles, segnando una tappa importante nella storia dell'istituzione. In queste sedi, il Centre Pompidou privilegia collaborazioni su misura ed evolutive, confermando il suo ruolo di attore chiave nella circolazione globale dell'arte e delle pratiche museali.


Sede

Palazzo Bonaparte

Piazza Venezia, 5 (angolo Via del Cordo)  00186 - Roma


Date al pubblico 

15 settembre 2026 - 14 febbraio 2027 


Orari di apertura

Dal lunedì al giovedì 9.00 - 19.30 venerdì, sabato e domenica 9.00 - 21.00. 


Informazioni e prenotazioni

T. +39 06 87 15 111

www.arthemisia.it

www.mostrepalazzobonaparte.it
info@arthemisia.it


Ufficio Stampa Arthemisia

Salvatore Mancuso

sam@arthemisia.it
press@arthemisia.it T. +39 06 69380306 T. +39 06 87153272 -  int. 332

domenica 6 aprile 2025

Arte, “PICASSO lo straniero”: la mostra da non perdere a Roma

 

    

    Pablo Picasso (1881-1973)

    L'Adolescent

    2 agosto 1969

    olio su tela

    Parigi, collezione privata




"Picasso lo straniero", un'esposizione unica,  organizzata dalla Fondazione Roma in collaborazione con Marsilio Arte, ospitata negli spazi di Palazzo Cipolla a Roma, fino al 29 giugno, presenta le vicende artistiche e umane, i periodi e le opere del grande pittore spagnolo,  padre del cubismo e uno dei maestri della pittura del XX secolo, autore del famoso dipinto Guarnica, Pablo Picasso  in una prospettiva inedita.

Ideata da Annie Cohen-Solal, la mostra riporta dell’artista e dell’uomo, immigrato in Francia dove, nonostante la fama mondiale, non gli  fu concesso mai la cittadinanza e nella quale non si è mai sentito completamente  integrato. 

Come si evince dalle prime opere pittoriche, prima di arrivare a Parigi, Picasso è vissuto a Málaga, La Coruña, Madrid e Barcellona e ha potuto giovarsi della molteplicità culturale della Spagna, terra andalusa, galiziana, castigliana, catalana.

Tra dipinti, sculture, disegni, ceramiche, stampe, collage, fotografie, video e documenti,  (100 opere in tutto) la mostra di Roma “Picasso, lo straniero”, indaga e approfondisce una serie di tematiche sociali, le difficoltà e gli ostacoli che il giovane genio ha dovuto affrontare quando è arrivato a Parigi per la prima volta, nel 1900, senza sapere una parola di francese,  da lui vissute in prima persona, come la condizione dello straniero lontano dalla propria  terra natia, l’accoglienza  in una città in preda a forti tensioni sociali, l’ambientamento, scoprire culture nuove e la solitudine, oltre a riportare di luoghi, ambienti, persone, culture e usanze diverse che hanno influenzato la sua arte in cui stilemi, emozioni e suggestioni  vengono di volta in volta accolti, respinti o  amalgamati nell’opera di Picasso, assumendo significati ed implicazioni variegate. 

Un percorso straordinario,  allestito in collaborazione con il Museo Picasso di Parigi e con il Museo Nazionale di Storia dell’Immigrazione, che mette assieme creatività, estetica e politica da cui si evince come il grande Picasso abbia rivoluzionato l’arte del Novecento pur vivendo la condizione difficile di “straniero”.

Capolavori  inediti assoluti tra cui "Bosco su un versante montano", un olio su tela montata su tavola dipinto nel 1899 e proveniente dal Museo Picasso di Barcellona e "Al Ristorante" del 1900, da una collezione privata, illustrano in modo lampante il cambio di traiettoria del giovane Pablo, quando lascia Barcellona per Parigi. A questi si aggiungono numerosi disegni tra cui "Il doppio ritratto Cocteau/Picasso" del 1962, che si collega proprio alla collaborazione tra i due artisti per il balletto di Parade, realizzato anche per il Teatro dell'Opera di Roma, che ospitò la tournée romana dei Balletti Russi. La mostra presenta, infatti, in particolare, un'importante sezione dedicata alla primavera romana del 1917 trascorsa da Pablo Picasso con Jean Cocteau, Erik Satie, Sergej Djaghilev, e Leonid Massine.




Pablo Picasso

Au restaurant 

Al ristorante

1900 circa 

olio su cartone 

33,7 x 52 cm

Collezione privata



Pablo Ruiz Picasso non ha ancora compiuto diciannove anni quando arriva a Parigi per la prima volta, nell'ottobre del 1900, per andare all'Esposizione universale dove è esposto un suo quadro. Sicuro del proprio talento, cinque anni prima, a Madrid, al Museo del Prado, aveva riprodotto il Ritratto di Filippo IV di Velázquez producendo un dipinto  ancora più audace dell'originale. Ma la Francia del 1900 è un paese dilaniato, sconvolto da attentati anarchici e dal caso Dreyfus. I servizi di polizia tengono d'occhio gli stranieri, specie quelli che potrebbero rappresentare una «minaccia» per l'ordine costituito. Picasso, straniero, presunto anarchico, è uno di loro. Sospettato e schedato viene sottoposto a sorveglianza fin dal 1901. Eppure riesce a dar spazio alla propria  creatività senza lasciar trapelare angosce, senza lasciarsi condizionare dalla presenza incombente della polizia. E vulnerabile, ma sa barcamenarsi in un'Europa dilacerata dai nazionalismi: attraversa due guerre mondiali e una guerra civile, affronta imponenti ondate di xenofobia alimentate dalla polizia, incassa il rifiuto dell'Académie des beaux-arts, sempre pronta a difendere le proprie tradizioni e a respingere le sfide dell'avanguardia.




Pablo Picasso

Guernica (1937)

Museo Nacional Centro

de Arte Reina Sofía, Madrid



Nella primavera del 1937, in piena guerra di Spagna, riesce a inventare una lingua universale per denunciare il bombardamento nazista del 26 aprile 1937 della città basca di Guernica per appoggiare gli sforzi di Franco nel rovesciare il governo legittimo della Repubblica Spagnola. Pur devastata l'Assemblea Basca si salva.  L'atroce evento (300 morti) è immortalato nel capolavoro di Picasso. Chiamando a raccolta secoli di arte pittorica, Picasso si dedica per cinque settimane all'elaborazione dell'immenso affresco tragico “Guernica” destinato a diventare il capolavoro più famoso del mondo, che lo porta ad essere  considerato un «nemico della patria» dalla Spagna franchista, un «artista degenerato» dalla Germania hitleriana, uno «straniero pericoloso»

dalla Francia che sta per soccombere all'occupazione tedesca.



       

Pablo Picasso

Femme assise au chapeau

Donna seduta con cappello

Seated Woman in Hat

Parigi, 27 maggio 1939

/ Paris, 27 May 1939

olio su tela / oil on canvas


             


Nel 1955 lascia Parigi  per trasferirsi nel Sud della Francia, tra artigiani ceramisti, fotografi, scultori e litografi, in un’area di culture multiplea lui congeniale alla quale era sempre appartenuto e si dedica alla sua arte di fama mondiale. 

Picasso "In opposizione al mondo dell'uomo nuovo (stracolmo di eroi, vincitori e conquistatori), sceglie di stare dalla parte del debole, del malato, del «degenerato» (l'ebreo, lo zingaro, lo storpio, l'omosessuale, il massone, il bolscevico), cioè dalla parte dell'altro sulla falsariga del notevolissimo Agnus Dei di Zurbarán. Sfida, obolo, sacrificio, cammino verso il martirio? L'uomo con la pecora, di cui Picasso donerà la versione in bronzo al comune di Vallauris nel febbraio del 1950, quando gli verrà conferita la cittadinanza onoraria, è senz'altro una delle testimonianze più significative degli anni dell'occupazione"afferma la curatrice e autrice della mostra  Annie Cohen-Solal.

Rifiutato dall’accademia di Belle Arti perché sospettato di essere anarchico e per la sua arte, per l’epoca considerata troppo avanguardista e trasgressiva, Picasso ha sempre sofferto un senso di precarietà che ben si evidenzia nelle sue opere. 

L’esposizione “Picasso lo straniero” affascina e fa riflettere su come l’esperienza dell'emarginazione subita da Picasso, può essere, per certi aspetti, assimilabile a quella di molti richiedenti asilo o rifugiati dei tempi d’ oggi che tra pregiudizi, cavilli burocratici e “pacchetti sicurezza”, si trovano a percorrere la strada dell’integrazione tutta in salita. 



      

        Pablo Picasso 

        L'Ombre

        29 dicembre 1953

        Olio su tela

        Musée national Picasso-Paris.    

  



Pablo Picasso 

Mère et enfant 

Madre e figlio 

Mother and Child

Parigi, estate 1907

/ Paris, Summetr 1907 

olio su tela / oil on canvas