culturandoingiro

giovedì 20 luglio 2023

“Dalla foresta al bosco. La lignite del Valdarno e la centrale di Santa Barbara”: un libro che racconta di un territorio straordinario.

 



“Dalla foresta al bosco. La lignite del Valdarno e la centrale di Santa Barbara”. E’ il titolo del libro, curato da Mario Donadoni, Michele Mauri e Giovanni  Mura, edito da Fabbrica di Luce, in cui si racconta la storia della ex area mineraria di Santa Barbara nel comune di Cavriglia (AR), che ha avuto impatto con l’ambiente, cambiato la vita dei cittadini, le sorti e la geografia del territorio. Un volume che, da un primo sguardo, può suscitare emozione e riportare alla memoria le tante disgrazie e i tanti minatori morti sepolti nelle vecchie miniere, basti pensare alla tragedia di Marcinelle in Belgio dell'8 agosto 1956 nella miniera di carbone Bois du Cazier, in cui morirono 262 persone delle 275 presenti, di cui 136 immigrati italiani, ma da una lettura attenta, sin dalle prime pagine se ne comprende l’importanza e il valore dei contenuti. Un lavoro ben documentato con dovizia di particolari in cui, tra l’altro, l’ambiente e il lavoro  dei minatori viene portato in luce e per alcuni aspetti anche di attualità visto che è allo studio del nostro governo la riapertura di siti d’estrazione per l approvvigionamento di materie prime utili al all’industria del Paese. Si narra del ciclo d’estrazione della lignite, un combustibile fossile o roccia sedimentata estratta da miniere sotterranee e a cielo aperto, e dell’industria mineraria che ha avuto grande espansione nel Valdarno Superiore. Il libro, racconta di come l’uomo, nel tempo, ha saputo sfruttare le risorse del territorio per creare sviluppo economico e sociale e accompagna alla conoscenza del luogo straordinario che è l’ex area mineraria di lignite di Santa Barbara: le suggestive immagini d’archivio e le storie dettagliate riportano dei minatori e della storia della miniera, strettamente intrecciata con quella del territorio del Valdarno e di come si è trasformata nel corso del tempo.

Un affascinante e per alcuni aspetti anche toccante viaggio che prende avvio dall’analisi della tipologia della foresta primordiale che allignava un tempo nel Valdarno, sue caratteristiche geologiche, passando per le faticose e pericolose operazioni di estrazione, l’espansione della classe operaia e sue rivendicazioni, l’evoluzione industriale, storie di vita e di lavoro dei protagonisti che hanno vissuto la miniera, aspetti naturalistici del sito produttivo dell’area mineraria e del territorio circostante, fino ad arrivare ai giorni nostri.




Un sito, quello di Santa Barbara, già luogo della miniera non più in funzione dal 1994, e oggi sede  dell’omonima centrale, convertita dal 2006 in un innovativo impianto a ciclo combinato, che continua a fornire al Paese energia elettrica, adeguandosi ai mutamenti tecnologici, ambientali e politici e alla materia prima: dalla lignite estratta nel territorio del primo periodo, si è passati all’olio combustibile e poi al gas metano e ancora, come afferma nella presentazione del volume, l’Ing. Paolo Tartaglia, responsabile Power Plant Center, “Propio di recente  qui abbiamo   avviato la sperimentazione di nuovissime soluzioni per accumulo  termico attraverso rocce calde con il primo impianto industriale al mondo, a cui si aggiungerà tra poco un accumulo a batterie, anch’esse innovative per la transizione energetica al mondo delle rinnovabili.”

Una narrazione interessante , fatta da sapienti autori, arricchita da immagini del passato e del presente, in cui si evidenzia la connessione tra l’industria estrattiva, il passaggio dalla cultura rurale a quella di carattere minerario, la storia e l’industrializzazione del territorio del Valdarno, alternativa alla tradizione economia basata sull’agricoltura e la mezzadria, che rappresentava un grande bacino occupazionale anche per operai ex  braccianti che venivano da fuori. 

Nel periodo di maggiore espansione dell’estrazione della lignite, che va tra il primo e il secondo conflitto mondiale, trovavano occupazione presso la miniera circa 5.000 minatori. 





Un’opportunità lavorativa che, per molti, voleva dire salario per sfamare la famiglia spesso numerosa e al contempo essere una risorsa straordinaria che contribuiva a cambiare le sorti economiche del territorio del Valdarno Aretino, durata fino alla metà anni ‘50, periodo in cui venne meno la competitività della lignite.




Negli anni successivi, a seguito di numerose lotte e trattative sindacali in tra i lavoratori, riunitisi in cooperativa per proseguire l’attività di estrazione, e la società mineraria, si giunse alla definizione di un nuovo progetto di coltivazione mineraria in cui era previsto lo scavo a cielo aperto della lignite e il suo conferimento ad una nuova centrale termoelettrica da realizzarsi a bocca di miniera. Fine anni ‘50 e inizio anni ’60, con il passaggio della concessione mineraria di Santa Barbara all’Enel, il materiale sterile di copertura del banco di lignite, viene asportato e poi depositato nei vecchi cavi di estrazione esauriti e in luoghi limitrofi, fino a mutare completamente l’orografia di circa 3.000 ettari di territorio. 

L’attività estrattiva che cambiò le sorti del Valdarno, delle famiglie in certi casi costrette anche a sfollare per permettere l’estrazione, dell’ambiente naturale e dell’aspetto paesaggistico, ebbe fine nel 1994.



Un racconto coinvolgente e suggestivo di un territorio toscano, prima sfruttato dall’industria  e strappato alla natura e oggi in attesa di essere restituito alla stessa, popolato da varie specie autoctone di animali e ricoperto da laghi e fitta vegetazione, oggetto di uno straordinario piano di riqualificazione, opportunità per biodiversità e turismo in un contesto paesaggistico incantevole che vede la collaborazione tra Regione Toscana, Comuni ed azienda Enel, che, se amate leggere, se vi piacciono i bei libri, se avete voglia di conoscere un interessante spaccato di storia del Valdarno, vale veramente la pena di leggere. 


mercoledì 24 maggio 2023

FESTA DI PRIMAVERA 2023 a Montevarchi, mostra-concorso "Fioriture e paesaggi fioriti" fino al 4 giugno


Il Sindaco di Montevarchi Silvia Chiassai e alcune studentesse dell’Istituto Comprensivo “Petrarca” Montevarchi (AR)


Successo per il vernissage inaugurale della mostra - concorso di arti figurative sul tema   "Fioriture e paesaggi fioriti" in occasione della “Festa di Primavera 2023”. Neanche l’allerta gialla e la pioggia caduta copiosa fin dal pomeriggio hanno fermato l’evento tanto atteso organizzato da Artinvalle APS nel cortile di palazzo Martini, via Roma, 91 a Montevarchi (AR), in collaborazione con le scuole medie e  le aziende fluorovivaistiche del territorio.
Un vero appuntamento con l’arte e con i fiori aperto dal Sindaco Silvia Chiassai Martini con un interessante intervento alla presenza di rappresentanti delle istituzioni scolastiche cittadine, insegnanti, studenti, ospiti e artisti prestigiosi, oltre ai tanti visitatori. 
Bellissimi dipinti in gara ma anche straordinarie sculture in legno e installazioni esposte in un percorso allestito per l’occasione con stupendi addobbi floreali offerti da florovivaisti è quello che si presenta ai visitatori della mostra  a cui ho avuto il piacere di partecipare alla giuria popolare con mia sorella Roberta, le nipotine Bianca e Maria Salvini e le amiche Carlotta e Margherita Bartolini, alunne della scuola Petrarca in concorso.
Che i fiori abbiano da sempre ispirato gli artisti nella realizzazione delle loro opere è cosa risaputa, ma vedere un angolo, caratteristico del centro storico della cittadina toscana in cui  arte, perfezione, tecnica e creatività di autori contemporanei e classici si fondono in un felice connubio con l’arte  espressa nelle opere a tema floreale degli alunni,  in una gara parallela, crea veramente incanto.
Sempre nell’ambito dell’evento particolarmente piacevole è stato  sentire le motivazioni che alcune alunne, della sezione speciale “Giovani artisti” - riservata agli  alunni delle scuole secondarie di primo grado - hanno riportato, con sapienza e disinvoltura, circa la realizzazione delle opere, in classe e a casa, per la partecipazione alla mostra-concorso. rispondendo alle domande del Sindaco e della dirigente scolastica Simona Chimentelli durante l’intervista rilasciata a una Tv locale.
Al termine dell’inaugurazione, molto apprezzato  lo “sciabolatore” Carlo Tanzini che, con abile colpo di sciabola, ha stappato una bottiglia di buon prosecco per il gradito brindisi accompagnato da gustosi pastìccini offerti dalla Pasticceria "La Nuova Sfogliatella", Bar Pasticceria " La Tavernetta" e Pasticceria F.li Bonci. 
L'esposizione, che consiglio di non mancare, rimarrà aperta al pubblico fino a domenica 4 giugno. 
Ingresso libero


























mercoledì 15 marzo 2023

I ritratti di Regina Schrecker alla mostra di Andy Warhol a Roma fino al 1° aprile

Regina Schrecker 
(foto di Mario Giannini)


Il 4 marzo scorso si è tenuta a Roma l’inaugurazione per la presentazione dei due magnifici dipinti che il grande Andy Warhol, maestro indiscusso della Pop Art,  nel 1983 dedicò all’amica Regina Schrecker,  donna affascinante, topmodel, musa, stilista e figura centrale e poliedrica del mondo della moda degli ultima decenni, insieme ad una fotografia per la copertina della rivista americana “Interview”. I due magnifici ritratti donati a Regina da Andy Warhol sono diventati anche le icone della sua griffe.

A fare da cornice al vernissage il nuovo spazio culturale “La Vaccheria” all’Eur, un’enorme struttura di quasi 1800 mq, nell’ambito di un casale storico, abbandonato da quasi 20 anni e adibito anni addietro a stalla, ora  interamente ristrutturato, gestito dal Municipio Roma IX. Un progetto fortemente voluto dalla Presidente del Municipio Roma IX Titti Di Salvo, di cui ne va fiera ed orgogliosa perché come afferma: ”La cultura non è un lusso ma un diritto”. Un progetto visionario appagato dal grande successo riscosso. Inaugurata a settembre, proprio con la mostra di Andy Warhol, ha avuto più di 16 mila visitatori ed è stata prolungata per ben due volte e adesso fino al 1° aprile.


L’allestimento dei due ritratti è stato creato dal designer Pino Masci, anch’esso un’opera d’arte, come i due ritratti dedicati a Regina da Warhol. In questa occasione Regina ha raccontato il Maestro della Pop Art, aneddoti singolari e significativi, inediti, curiosità del grande genio che solo chi ha avuto la fortuna di conoscerlo può narrare e far conoscere di pìù l’artista, umanizzarlo e donare agli estimatori quella poesia racchiusa in un così grande talento, con i suoi pregi e difetti.

Racconta Regina: ”La mia amicizia con Andy era un’amicizia vera, Andy era un grafico, avevamo tante cose in comune e questo ha fatto si che questa amicizia sia andata avanti nel tempo. Quando mi ha chiamata per fare i ritratti, sono andata da lui nella Factory, mi ha scattato 12 polaroid in diverse pose, poi con il volto senza trucco, perché così lui voleva, mi ha colorato il viso e il collo di bianco, come una geisha, poi ha lavorato sulle foto. Era geniale, come geniali le serigrafie delle zuppe di Campbell, il clou in quel periodo all’estero, un classico e lui diceva che negli ultimi vent’anni aveva mangiato solo quelle, questo sicuramente il motivo delle sue rappresentazioni”.

 

Regina ha anche anticipato la mostra dedicata alla sua carriera artistica di modella, costumista e fashion designer che aprirà i battenti il 28 aprile 2023 nella magnifica sede museale della Collezione Zerbinati di Villa Morosini, a Polesella (Rovigo) alla presenza del sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi.


Presenti alla presentazione i principali esponenti delle istituzioni del Comune di Roma: Alberto Stancanelli, Capo del Gabinetto del Sindaco Gualtieri; Alessandro Onorato, Assessore ai grandi eventi, allo sport, al turismo e alla moda; Augusto Gregori, Vice Presidente del IX Municipio; Titti Di Salvo, Presidente del IX Municipio; Monica Lucarelli, Assessora capitolina alle Pari Opportunità, Opportunità Produttive e alla Sicurezza.


Le opere di Andy Warhol in mostra sono più di 90, concesse all’esposizione grazie al gallerista Gianfranco Rosini, fondatore della Collezione Rosini Gutman di Andy Warhol.

Tantissime sono state le persone intervenute per ammirare la bellezza delle creazioni di Warhol e ascoltare Regina, perché, come ha sottolineato Alberto Stancanelli: ”Ricordate sempre che l’arte fa bene all’anima”.

 


 Regina Schrecker e Andy Warhol
 
(foto web)


mercoledì 7 dicembre 2022

Il FESTIVAL ITINERANTE DELLA PARTECIPAZIONE ha fatto tappa a Montagnana


Nei giorni 11 e 12 novembre scorso, nella Sala Veneziana di Castel San Zeno a Montagna (PD) si è tenuto l’interessante Festival Itinerante della Partecipazione, promosso dall'Università di Padova e ideato dal Dipartimento di Scienze Politiche, Giuridiche e Studi internazionali (SPGI) dell'Ateneo, con l'obiettivo di fornire un'occasione di discussione sui temi di interesse sociale, economico e politico in sintonia con la storia, le specificità territoriale e le esigenze di approfondimento espresse dagli enti e dalle associazioni ospitanti. È stata un’ importante opportunità che, oltre alle istituzioni, ha visto protagonista l’associazione MÈCA affiliata Fitel Veneto, per favorire e riaffermare il ruolo dei cittadini e cittadine nei processi democratici e nella costruzione del futuro del territorio, per contribuire a costruire la fiducia nel prossimo, nell’agire politico, tornare al rapporto tra valori, programmi, proposte, ma anche ad un’etica dei comportamenti dei singoli soggetti, delle forze politiche e delle istituzioni e a sviluppare sensibilità, accoglienza, conoscenza, creare benessere e stimolare energie e competenze in chi lo vive, includendo veramente tutti, nessuno escluso, per mettere in condizione il Paese di riprendersi e affrontare le grandi fragilità di carattere sociale, sanitarie, ambientali e culturali, ulteriormente evidenziate e aggravate dalla pandemia e dal conflitto russo-ucraino in corso.

Per saperne di più ne parliamo con Carla Albarello, Presidente dell’Associazione (MÈCA) “Montagnana è città aperta”, protagonista, assieme all’Università di Padova, dell’ideazione e promozione della prima tappa del Festival a Montagnana,  da me di seguito intervistata. 


Carla Albarello - Presidente MÈCA

Albarello, com’è andato e cosa ha caratterizzato il Festival della Partecipazione?


Tra attese, incertezze e complessità il Festival che ha tenuto banco per due giorni a Montagnana si è chiuso con successo. Sono proprio le esitazioni, le perplessità espresse e gli entusiasmi manifestati che hanno

caratterizzato questa esperienza, che ci spingono a formulare autentici complimenti alla Comunità. Una Comunità fatta prima di tutto da persone, da cittadini e da Istituzioni. Una Comunità che tra le parole spese in commenti verbali, in comunicati o elaborazioni grafiche presenti nella sobria locandina di promozione del Festival, ha saputo spontaneamente cogliere il messaggio originale e inedito che qualcosa

di nuovo, meritevole di attenzione, presenza e partecipazione, stava per nascere. Un'iniziativa che trova i promotori del festival, attenti anche a cogliere il valore del non detto, del non partecipato, per riconoscere lo spazio del migliorabile anche su questi significati.


Cosa ha trasmesso e cosa lascia in eredità questa due giorni del Festival?


Ci ha trasmesso che la partecipazione affinchè sia incisiva in un territorio, deve trovare il maggior coinvolgimento possibile ed essere caratterizzata da tre fondamentali requisiti: le energie, le convergenze e le motivate disponibilità.

Pertanto, ci affida il compito di sensibilizzare, organizzare e realizzare la partecipazione non fine a se stessa, bensì una partecipazione consapevole, creativa e condivisa.


Quale supporto per giungere a una “Partecipazione non fine a se stessa”?


In questo impegnativo compito possiamo già da ora sentirci sorretti dall'apporto dell'Università di Padova con le eccellenti figure dei professori Marco Almagisti e Paolo Graziano che hanno non solo ideato ma
anche qualificato il festival, con la collaborazione della dottoressa Alessandra Zanon e le altrettante presenze eccellenti del professore Paolo Gubitta e professore Gianluca Toschi. Senza tralasciare la responsabilità che abbiamo nei confronti di tanti nostri bravi giovani. Tre abbiamo potuto apprezzarli nei collegamenti dall'estero, l'avvocato Antonio Strabello e le ricercatrici dottoresse Eleonora Nigliato e Giordana Peregrino. E ancora, appoggiati dalla collaborazione e maggiore coinvolgimento con le diverse Scuole di ordine e grado di Montagnana. L'Istituto Jacopo da Montagnana, L'Educandato San Benedetto, il CFP L. Pavoni e l'Istituto Comprensivo Luigi Chinaglia. Aiutati a leggere e interpretare gli indirizzi di Programmazione Regionale dagli interventi diretti dei Consiglieri della Regione Veneto che in questa edizione ha potuto godere della considerevole intraprendenza delle Consigliere Elisa Venturini e Elena Ostanel.


A chi i ringraziamenti per la riuscita dell’evento?


Sinceri ringraziamenti vanno   all'Amministrazione Comunale aperta ad accogliere modernità e pronta a farsi coinvolgere anche oltre i ruoli istituzionali. Grazie alla premurosa opera di sostegno di Michela Viaro "la bibliotecaria", grazie alla bravura dell'assessore alla Cultura di Elisa Rossetto nell'aver saputo destreggiarsi

nel ruolo di moderatrice valorizzando tutti gli interventi della Tavola Rotonda. Grazie al Consigliere Roberto Volpato fine comunicatore con i ragazzi partecipanti al festival e Grazie per gli efficaci messaggi ricevuti dalla Consigliera Giorgia Miotto e dell'Assessore Claudio Arzenton nella chiusura e apertura del festival.

Infine, per l'Amministrazione grazie a chi non ha mai fatto mancare il suo coinvolgente contributo al festival: Il Sindaco Paolo Lovato. I ringraziamenti non finiscono qui. Grazie all'emozionante e toccante testimonianza di Vittorio Frison l'imprenditore di successo che invita alla speranza. Grazie a Marco Ortoman per aver manifestato una proposta condivisa da più associazioni "la costituzione di un albo dei cittadini attivi" che potrà consolidare il prezioso patrimonio dell'associazionismo di Montagnana. Un particolare grazie ai tanti cittadini per le parole di aiuto, sostegno e incoraggiamento e agli studenti dell'istituto "IIS Jacopo da Montagnana". Infine grazie di cuore alle volontarie ME'CA Claudia Moro, Giuseppina Vicentini, Giulia Merlin, Graziella Billo, Michela Battistella, Pierangela Vesentini e Giuseppe Garzetta per il costante 

 







lunedì 5 settembre 2022

“100 Pasolini”, le iniziative in omaggio all’artista presentate il 7 settembre a Zagarolo





“100 Pasolini”, il calendario di iniziative culturali del Consorzio “I Castelli della Sapienza” per celebrare il centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini, considerato tra i maggiori intellettuali italiani del Novecento.

Gli eventi in programma si articoleranno entro l’anno e prevedono, incontri, mostre e spettacoli teatrali. 


MERCOLEDÌ 7 SETTEMBRE - ORE 18:00 presso la Sala delle Bandiere del Palazzo Rospigliosi a ZAGAROLO la presentazione del programma: cartellone eventi; mostra itinerante “12 Comuni 100 Pasolini-Cinema di poesia”; prima nazionale dello spettacolo teatrale “La verità sta in molti sogni”.


PRESENTAZIONE


Saluti istituzionali:

– Emanuela Panzironi – Sindaco di Zagarolo
Intervengono:

– Daniele Leodori – Vicepresidente Regione Lazio

– Angelo Rossi –  Presidente del Consorzio “I Castelli della Sapienza”

–  Nicola Petruzzi – Presidente Forum Europeo

–  Marco Pacifici – Segretario organizzativo Forum Europeo

–  Tonino Tosto – Presentazione cartellone eventi e spettacoli teatrali

 

Partecipano inoltre:

– Sindaci e Assessori alla Cultura dei 12 Comuni consorziati

– operatori culturali e della formazione, docenti e rappresentanti dell’associazionismo socioculturale.

 

PROGRAMMA DEL 7 SETTEMBRE A ZAGAROLO PRESSO PALAZZO ROSPIGLIOSI

Durante la presentazione saranno illustrate le numerose iniziative culturali in programma della manifestazione, spettacoli teatrali e la mostra itinerante dedicata a Pier Paolo Pasolini.

–  ore 18.00 – presentazione degli spettacoli e degli eventi del progetto “100 Pasolini”

–  a seguire anteprima mostra “12 Comuni 100 Pasolini – Cinema di poesia”

–  ore 20.30: spettacolo teatrale “La verità sta in molti sogni” di Tonino Tosto (prima nazionale). Lo spettacolo è interpretato da otto attori e otto musicisti, con musica e canzoni dal vivo eseguite dal gruppo “Adoriza” che le ha composte sui versi di Pasolini. Fra gli interpreti, Fabrizio Bordignon, Susy Sergiacomo, Eleonora Tosto, Titti Cerrone, Jessica Agnoli.

 



BREVE SINOSSI DELLO SPETTACOLO: “LA VERITÀ STA IN MOLTI SOGNI”

Lo spettacolo teatrale, scritto e diretto da Tonino Tosto, mette in scena la figura, i pensieri, le parole, le azioni, la poesia, le immagini, le “profezie” dei versi e degli scritti, il mistero della morte e le tracce indelebili di Pier Paolo Pasolini. Il testo racconta del viaggio di tre persone che, con una lettera indirizzata a ognuno di loro, vengono “invitati” a cercare luoghi e parole di Pasolini che permetteranno – una volta arrivati a destinazione – di ricomporre il puzzle e di “svelare ogni mistero”. Cosa cercano? Chi ha scritto quelle lettere? Le hanno ricevute solo loro? Cosa o chi li ha spinti a percorrere quelle strade?     

 


IL CARTELLONE DEGLI SPETTACOLI TEATRALI E ALTRI EVENTI:

Tonino Tosto che, per conto del Forum Europeo ha curato la mostra “12 Comuni 100 Pasolini – Cinema di poesia”, presenterà gli spettacoli teatrali e le iniziative in programma:

–  18 settembre ore 17.30 –  “Tu sapessi che cosa è Roma” di Tony Hard (prima nazionale), Valmontone, Palazzo Doria;

–  24 ottobre ore 17.00 – inaugurazione mostra “Pasolini: cinema di poesia” e Letture di versi e scritti di Pier Paolo Pasolini – Lariano, Sala Polifunzionale;

–  29 ottobre ore 17.00 – “Dal cuore della città” – concerto di organetti – Carpineto – festa della Castagna;

–  13 novembre ore 17.30 – “La verità sta in molti sogni” (replica) – Cave – Teatro Comunale;

–  16 novembre ore 17.30 – “Processo al processo Pelosi”, di Pino Nazio. Liberamente ispirato al libro di Stefano Maccioni “Pasolini –  Un caso mai chiuso”. Colonna, Teatro Parrocchiale;

–  22 novembre ore 11.00 – “Pasolini, poeta da conoscere” – lettura di poesie riservate agli studenti di scuola media – Labico, Istituto Comprensivo;

–  29 novembre Convegno Internazionale “Cento Pasolini” organizzato da Forum Europeo – Zagarolo, Palazzo Rospigliosi.

 

IL CALENDARIO DELLA MOSTRA ITINERANTE “12 COMUNI 100 PASOLINI – CINEMA DI POESIA”

Oltre venti pannelli dal titolo “12 Comuni 100 Pasolini – Cinema di poesia” per ricordare Pier Paolo Pasolini attraverso il suo percorso di autore e regista cinematografico con manifesti, foto di scena, parti di sceneggiatura, frasi con le quali si sostanzia la sua scelta del cinema come mezzo per mettere in immagini il suo sguardo poetico e critico sul mondo.

Dopo Colonna, Labico e Carpineto, la mostra proseguirà il tour espositivo nei comuni di:

– GALLICANO NEL LAZIO dal 1 al 15 settembre – Aule della Ludoteca comunale, Piazzale Montessori;

– VALMONTONE dal 16 al 30 settembre – Palazzo Doria – sale affrescate;

– ZAGAROLO dal 1 al 10 ottobre – Palazzo Rospigliosi;

– POLI dal 11 al 23 ottobre – Museo civico;

– LARIANO dal 24 ottobre al 6 novembre – sala polifunzionale Tiberio Bartoli via Roma;

– CAVE dal 12 al 30 novembre – Sala Velluti del Palazzetto della Salute Rita Dappi;

– GENAZZANO dal 1 al 15 dicembre – Castello Colonna;

– PALIANO dal 16 al 31 dicembre – Biblioteca comunale;

– ARTENA – data ancora da definire



Gli eventi in programma nel centenario della nascita di Pasolini sono stati realizzati con il contributo della Regione Lazio e di Lazio Crea, con il patrocinio del Nuovo Imaie e in collaborazione con il Forum Europeo. 


Ufficio Stampa Rossana Tosto

redazione@rossanatosto.com



giovedì 28 luglio 2022

“NN di SS. Lebensborn”di Maria Delfina Tommasini parla di donne e le difficoltà di vivere in guerra e nel dopoguerra.

  

          
     

“NN di SS. Lebensborn” è  il titolo dell’ultimo interessante romanzo storico scritto da Maria Delfina Tomnasini. La storia ha inizio nel 1940 in Norvegia dove, a seguito dell’invasione da parte della Germania, vivere è molto difficile visto che oltre ai nazisti tedeschi ci sono quelli norvegesi, altrettanto crudeli, disumani, spietati.

“Le ragazze e le donne norvegesi che ebbero rapporti con militari tedeschi durante l’occupazione furono vittime nel dopoguerra di trattamenti ingiusti e indegni [...] Per cui pagarono per tutto il resto della loro vita. Oggi a nome del governo offro a loro e alla loro Memoria le scuse ufficiali”. Parole proferite dalla premier norvegese Erna Solberg  che nel nel 2018 prende posizione pubblica su una ennesima pagina buia e poco nota del progetto nazista e suoi risvolti umani e sociali che ne conseguirono. Questa l’affermazione forte del Primo ministro  che incuriosisce e spinge l’autrice Tommasini ad avviare un approfondimento sull’argomento tra i più crudi della storia europea i cui esiti la portano a scrivere l’interessante e toccante romanzo storico dal titolo “NN di SS. Lebensborn” (Tratto da Storia vera) (Edizioni Progetto Cultura, 2022), ambientato in Norvegia e Germania tra il 1940 e i giorni nostri. 

Le atrocità, le violenze, gli abusi e le ingiustizie per le quali il Primo ministro Solberg chiede scusa sono quelle subite dalle madri e i loro figli che furono coinvolti nell’ambito del programma segreto di eugenetica “Lebensborn” ideato nel 1935 da Himmler e portato avanti per tutti gli anni della guerra. “Lebensborn” (sorgente di vita) aveva come obiettivo quello di ovviare al problema della bassa natalità nel paese, l’incremento della popolazione ariana in Germania tramite il rapimento di bambini di aspetto ariano (sani e biondi con occhi blu o verdi), provenienti pure dai paesi occupati orientali, che venivano poi “germanizzati” nei centri Lebensborn e dati in adozione e selezionando donne dai tratti ariani che potessero generare figli con giovanotti delle SS. In un primo momento furono solo tedesche, ma successivamente il programma coinvolse anche giovani donne di altre nazionalità, provenienti dai paesi occupati e scelte secondo una vera e propria scala di “arianità” che inseriva  le polacche all’ultimo posto e le norvegesi al primo (in mezzo donne danesi, francesi, dei Paesi Bassi...). 

Nelle cliniche Lebensborn venivano  ospitate le  donne incinte  riservando loro tutte le attenzioni possibili fino al compimento dell’anno del figlio (gli “NN di SS”) per poi separarle dallo stesso per darlo in adozione a coppie naziste. Nel caso che il figlio non risultasse sano o non avesse i requisiti  previsti , anziché darlo in adozione, veniva deportato nei campi di sterminio o sottoposto ai disumani esperimenti sui bambini del medico Josef Mengele.

La sparizione da parte tedesca di buona parte della documentazione sul finire del conflitto  non permette di quantificare esattamente il numero di donne e bambini coinvolti in questo efferato programma, certamente migliaia (e in Norvegia decine di migliaia). Nel dopoguerra e  durante la resistenza norvegese al nazismo i bambini Lebensborn furono considerati “orfani del disonore”, discriminati e privati di diritti e cittadinanza, mentre le madri “puttane dei crucchi” e traditrici, soggette ad ogni tipo di angheria. Tantissimi gli adottati che non sanno di essere tali, alcuni dei quali hanno scoperto anni dopo di essere parte dell’atroce progetto. È  questo lo scenario in cui si collocano le vicende delle figure femminili e maschili di una famiglia norvegese protagonista della narrazione della Tommasini colma di suggestioni, commozione, spunti culturali, sentimenti, amicizie profonde e durature, primi amori e passione, fascinazione politica e artistica.  L’autrice ci presenta Britt e Astrid, e racconta con trasporto, tenerezza e intensità un’amicizia vera, quella che non giudica, che non si arrende davanti a niente e che dura tutta la vita. Il fratello e il padre di Britt fanno parte della resistenza mentre Astrid, che non ha il padre, vive in condizioni economiche disagiate.   Il disprezzo per le donne che accettavano di portare in grembo bambini concepiti con il nemico tedesco, i segreti e le complicità per salvaguardare madri e figli esposti alla condanna sociale ed ancora  circostanze ed eventi pieni di dolore ma anche e di speranza che vanno oltre la guerra in direzione della ricerca della verità dagli esiti inimmaginabili sono gli ingredienti che compongono l’avvincente romanzo. Il fine dell’autrice è quello di far rivivere la memoria delle donne e dei figli del "Lebensborn" che hanno subito violenze e ingiustizie durante la guerra e nel dopoguerra.


Grazie a Maria Delfina Tommasini che con questo interessante e piacevole romanzo , scorrevole e leggibile tutto d’un fiato, riporta alla luce e fa conoscere verità storiche del continente europeo  tanto crudeli quanto importanti per riflettere e non dimenticare mai.


venerdì 15 luglio 2022

L’evoluzione del diritto d’autore nell’interessante libro di Stefano Morabito


Scrittori e proprietà intellettuale:

Diritto d'autore e casi esemplari nella storia evolutiva della proprietà intellettuale. 


L’ultimo lavoro dello scrittore Stefano Morabito, quale puntuale analisi della storia evolutiva della proprietà intellettuale e ottima  guida per orientarsi nell’ambito  del diritto d’autore in cui  viene  indicato l’apparato di principi giuridici che mirano a tutelare i frutti dell’inventiva e dell’ingegno umano.


Un libro davvero utile, necessario e di fondamentale importanza sopratutto per chi abbia pubblicato o pensi di pubblicare un’opera di qualsiasi genere. La legge, infatti, tutela le opere dell'ingegno di carattere creativo qualunque ne sia il modo o la forma di espressione. Ma esattamente, come siamo giunti all’attuale normativa? Qual’è la legislazione di riferimento? Cosa significhi essere l’autore dell’opera? Quali diritti sono tutelati? In altre parole, cos’è il diritto d’autore e come lo scrittore rientri nel meccanismo della macchina editoriale, se ne abbiamo un’idea vaga, grazie alla scrittura dettagliata di Morabito possiamo accresce la nostra conoscenza. 


Fino ad oggi, molti sono stati gli studiosi che hanno trattato la problematica connessa alla sfera della proprietà intellettuale, ma come Stefano Morabito nessuno.

Nell’interessante ed istruttivo volume, in uscita in questi giorni in libreria e online, l’autore ha analizzato sapientemente il lungo e faticoso percorso storico-evolutivo della proprietà intellettuale sia attraverso l’acquisita consapevolezza degli autori sia attraverso l'iter legislativo che, grazie a importanti conquiste del lontano e più recente passato, ha portato all'emanazione delle norme che attualmente regolano e tutelano la proprietà delle opere d'ingegno.

 

Un viaggio itinerante e avvincente che dall'età classica, dove si possono riscontrare i primi casi in cui vi è la violazione del diritto d'autore, e successivamente dalla rivoluzione gutenberghiana - che coincide con l'invenzione della stampa nel XV secolo d.C. e segna il passaggio dalla cultura manoscritta alla cultura tipografica - giunge fino ai giorni nostri, prendendo in esame autori e dispute, grazie alle quali il concetto di produzione di opere d’ingegno ha assunto valenza concreta sul piano sociale e politico. La successiva presa in esame della legge n. 633 del 41, tutt’ora vigente in materia di diritto d'autore, e le varie conquiste che hanno portato allo sviluppo di una legislazione organica e omogenea, rendono il saggio, dalla grande chiarezza informativa, uno strumento utile sia a scrittori che non, per comprendere il complesso mondo della proprietà intellettuale. Lungo il percorso l’attenzione si focalizza spesso su alcuni casi esemplari, in cui questo principio viene platealmente infranto, cercando di mettere in risalto alcune situazioni e individui che hanno contribuito a creare l’ambiente legislativo attuale. Uno studio che si propone di affrontare con pensiero critico un argomento molto controverso e discusso rende l’opera interessante e valida dal punto di vista informativo.

 

Stefano Morabito è un giovane autore calabrese di nascita e romano d’adozione, laureato in Letteratura, Musica e Spettacolo i cui ulteriori interessi accademici vertono sulla filologia moderna. Collabora attivamente con la Federazione Unitaria Italiana Scrittori, con la quale porta avanti numerosi progetti finalizzati alla valorizzazione degli autori e ad una maggiore tutela della proprietà delle opere d’ingegno. Già componente della V edizione del Concorso Letterario Storie Inaspettate promosso dalla Federazione Italiana del Tempo Libero (FITeL), nel 2022 è stato Presidente di Giuria dello stesso. È autore dei romanzi La rosa è ancora viva Non sempre le rose riescono a fiorire.