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venerdì 13 ottobre 2023

Premio Letterario “Città di Montevarchi” 2023, tra le opere premiate spiccano quelle degli studenti del Petrarca. I vincitori.


Le studentesse Bianca Salvini e Margherita Bartolini ricevono riconoscimenti alla Cerimonia di Premiazione del Premio Letterario Internazionale “Città di Montevarchi” 2023 II Edizione .


A ritirare i riconoscimenti, del Premio Letterario  Internazionale “Città di Montevarchi”, II Edizione - 2023, sul palco allestito all’Auditorium comunale di Montevarchi (AR), sabato scorso,  oltre ai tanti autori, tra i quali il noto giornalista  e scrittore Andrea Scanzi a cui è andato il primo premio per la sezione saggistica con un'opera dedicata a Franco Battiato, anche  gli studenti dell’Istituto Comprensivo Petrarca. Che, con gioia ed emozione, accompagnati dalla dirigente scolastica Simona Chimentelli,  gli sono stati consegnati dal sindaco cittadino Silvia Chiassai, sostenitrice dell’organizzazione del Premio Letterario ideato dal critico letterario e scrittore,  prof. Marco Sterpos nel 2022.  

L’evento è  stato aperto dall’assessore alla Pubblica istruzione Sandra Nocentini, che ha dato la parola al prof. emerito Bartolo Anglani dell’Università degli Studi di Bari che ha allietato il pubblico con l’interessante Lectio Magistralis “A cosa serve la letteratura?”.

Appuntamento atteso e partecipato, al quale hanno aderito, oltre ad autori provenienti da tutto il territorio nazionale e anche dall’estero, numerosi studenti della scuola media cittadina Francesco Petrarca premiati per la produzione di opere con il metodo  Caviardage. Quel metodo di scrittura poetica - ideato dall’insegnante Tina Festa - che “aiuta a comporre poesie e pensieri che non partendo da una pagina bianca ma da pagine strappate, testi già scritti, come ad esempio articoli di giornale e riviste, ma anche testi in formato digitale. Grazie quindi alla contaminazione di svariate tecniche artistiche espressive, come collage e pittura, si dà vita a poesie visive”.

Il Sindaco Chiassai, intervenuta durante l’iniziativa ha, tra l’altro, sottolineato l’importanza e la finalità del Premio, “il nostro obbiettivo è quello di ridare voce ai tanti appassionati della scrittura, andando oltre i confini nazionali, coinvolgendo i più giovani e stimolandoli a coltivare una passione” -  più  di 150 autori giovani e meno giovani provenienti da varie parti del Paese e non solo, impegnati sia in opere edite che inedite per le tre sezioni di poesia, narrativa e saggistica - e annunciato che “l’appuntamento annuale del Premio letterario è una strada da perseguire”. Sempre nel suo discorso, il primo cittadino non ha mancato  di rivolgere sentiti ringraziamenti a tutti coloro che hanno contribuito all’ottima riuscita del Premio, al pubblico presente e in particolare al critico letterario e scrittore, ideatore del Premio e presidente di Giuria,  prof. Marco Sterpos, e ai componenti della stessa: il presidente dell’associazione il Giglio Blu di Firenze Enrico TaddeiLia Bronzi critica letteraria e d’arte, per il grande lavoro svolto di selezione delle opere e la dirigente scolastica Istituto Comprensivo Petrarca di Montevarchi, Simona Chimentelli per aver interessato e coinvolto la scuola, gli studenti  e le docenti Maria Carla Borgogni Marzia Resti.


I giovani talenti della scuola media “Petrarca” ai quali è stato conferito il riconoscimento: 

Artini e Lo Presti per l’opera “Se io potrò impedire”; 
Bartolini e Salvini per l’opera “I suoni”; 
Basile e Cufi per l’opera “I fili d’erba”;
Marino e Panchetti per l’opera “Il sorriso”;
Mei e Bajrami per l’opera “Il vento nell’isola”;
Pini e Chiarini per l’opera “Shemà”; 
Venuti e Iannelli per l’opera “Amore perduto”.
Gaia Aurigi  per l’opera “Vorrei”;
Pietro Borchi per l’opera “Quella dolce solitudine”; 
Giulia Rosseti per l’opera “Il sentiero dell’amore”; 
Radu Sinatovici per l’opera “Suicidio mortale”.


Gli autori primi classificati nelle varie sezioni:


Sezione A - POESIA OVER 25 

Primo premio- Ilia Lari, Montevarchi (AR) - “Silloge poetica” (inedito)


Sezione B - POESIA UNDER 25 

Primo premio - Ilaria Salucci, Alfonsine (RA) - “Silloge poetica” (inedito)


Sezione C - NARRATIVA  OVER 25

Primo Premio - Giuseppe Arnone, Trento - “Sasha. Un viaggio di amore guerra e speranza” (edito)


Sezione D - NARRATIVA  UNDER 25

Primo Premio - Laura Dolfi, S. Giovanni V.no (AR) - “L’amore in una fotografia” (inedito)


Sezione E - SAGGISTICA LETTERARIA

Primo Premio - Andrea Scanzi, Arezzo - “E ti vengo a cercare. Voli imprevedibili ed ascese velocissime di Franco Battiato” (edito).


Momenti della Cerimonia di Premiazione  
del Premio Letterario  Internazionale “Città di Montevarchi”, II Edizione - 2023, sul palco allestito all’Auditorium comunale di Montevarchi (AR)




Il Sindaco di Montevarchi Silvia Chiassai
e le studentesse Margherita Bartolini e Bianca Salvini 







domenica 17 settembre 2023

“Artisti di strada” di Seby Mangiameli - Tedranura special guest Giovanni Imparato il 21 settembre nella Capitale



Seby Mangiameli 


Seby Mangiameli, il poliedrico e raffinato artista siciliano, sarà in scena nella capitale all’ Ar.MA Teatro in Via Ruggero di Lauria, 22 a Roma,  il 21 Settembre 21:00 – 22:30 con lo special guest, Giovanni Imparato alle percussioni e voce. circa un anno di distanza , torna a Roma il talentoso autore, legato alla canzone d’autore, alla musica etnica e al jazz, per proseguire il suo tour in giro per l’Italia e presentare il nuovo album “Artisti di strada” composto da brani suggestivi che sono pura poesia, scaturiti proprio dal fatto che sono componimenti adattati alla musica e atmosfere etniche, come si percepisce chiaramente in “Plenilunio del sud”.

Nell’ambito della serata, Seby verrà affiancato da una prestigiosa presenza, quella di Giovanni Imparato, percussionista, musicista, cantante, didatta. Napoletano tra i maggiori esperti in Italia del patrimonio Afrocubano,  voce dell’ Orchestra Italiana di Renzo Arbore, che ha collaborato con artisti internazionali tra cui il notissimo Paco de Lucia.

Un progetto ambizioso, quello di Seby, che si avvale della preziosa collaborazione di vari musicisti: Salvo Amore alle chitarre, anche arrangiatore delle canzoni, Giusy Sipala al violino, considerata una virtuosa dello strumento in tutta la Sicilia, Marco Monaco, già batterista dell’orchestra di “Domenica In”, e fratello di Piergiorgio, – scomparso quattro anni fa – fondatore dei Tedranura assieme a Seby Mangiameli, e ancora Cristiano Nuovo al basso e contrabasso, il fisarmonicista Giuseppe Roccella, una delle fisarmoniche più malinconiche e tecniche della Sicilia, Ale Conti, ukulele e voce, e Stefania Cinfrocca, voce.


Giovanni Imparato

Il tour è partito dalla Sicilia, esattamente da Giampilieri e Carlentini, e oltre a Roma toccherà varie città italiane, tra cui, Empoli, Poggio Nativo, Catania, Messina, Lentini, Perugia… e altri luoghi che verranno comunicati.


Il CD può essere acquistato anche sulle maggiori piattaforme online.


Ar.MA Teatro in Via Ruggero di Lauria, 22 a Roma,  il 21 Settembre 21:00 – 22:30 

Apericena e concerto Euro 20

Per info e prenotazioni: 0651964061



sabato 16 settembre 2023

Concerto di Tango di Ana Karina Rossi il 12 ottobre alla Sala Baldini a Roma





“Più di un’ora di musica, passione e poesia” nella suggestiva cornice della Sala Baldini , Piazza Campitelli 7 a Roma, il 12 ottobre dalle ore 20.30, con il Concerto di Tango di Ana Karina Rossi, una bravissima cantante di origine uruguaiana tra le più riconosciute a livello internazionale della sua generazione sulla scena del Tango, accompagnata al piano dal maestro Fabrizio Mocata pianista e compositore tra i più innovativi e promettenti capace di combinare virtuosismo classico e raffinata influenza del jazz con passione e grandi slanci emotivi.



Ana Karina Rossi 

Un viaggio emozionale di musica e balli dal vivo sulle cui note si esibirà una coppia di strepitosi ballerini internazionali, Vanessa Presutti e Peter Manchia.



Sylvia Irrazabal



Vanessa Presutti e Peter Manchia


Appuntamento intenso e travolgente, ideato e realizzato dalla manager culturale Sylvia Irrazabal, da anni organizzatrice di eventi culturali di successo e di piattaforme d’incontro e dialogo interculturale, con la collaborazione organizzativa delle Associazioni Culturali Concerti nel Tempietto e  TangoEventi”.


Un’interessante serata culturale, musicale e di danza unica nel panorama autunnale romano scelta con cura per il prossimo 12 ottobre, che, a sentire la stessa ideatrice, dott.ssa Sylvia Irrazabal, nell’intervista rilasciata a romaoggi.eu  “è all’amore di Ana Karina e di me stessa per il pubblico romano appassionato del Tango e non solo, e a tutti coloro che vedono nell’espressione artistica di ogni tipo un frammento autentico e universale di dialogo interculturale che avvicina tutti i popoli del nostro pianeta!” al quale si può partecipare procurandosi il biglietto (prevendite già iniziate) andando sul sito:
https://www.tempietto.eu/AnaKarinaRossi.php Arte e Cultura - Gli eventi culturali di Sylvia Irrazabal - Concerto di Tango - Ana Karina Rossi – 12 Ottobre 2023 – ore 20:30 - Biglietteria in loco: Sala Baldini - Piazza Campitelli 7 – Roma -

Prezzoa biglietto: 15 euro”.

Posti limitati. Infoline+39 347 8703753




martedì 12 settembre 2023

“I segni del destino. A cavallo di due ere con gli occhi di un protagonista” di Fabio Ortolani


“I segni del destino“
  
di Fabio Ortolani 


Il libro “I segni del destino. A cavallo di due ere con gli occhi di un protagonista” di Fabio Ortolani - (Europa Edizioni 2022), prosieguo de I segni del destino, edito nel 2010 - raccoglie avvenimenti, frammenti di vita privata, di lavoro, relazioni politiche in Italia e all’estero, che riportano dei momenti più significativi, quelli indelebili, che l’autore vuole condividere con il lettore. 

Fabio, raccontando e raccontandosi, abbraccia decenni di storia attraverso parti di vissuto personale e lavorativo sindacale e para-sindacale, oltre a pezzi della storia e dell’assetto socio-economico e politico del nostro Paese.

Il volume delinea il percorso di un dirigente che  ha ricoperto ruoli e incarichi amministrativi e politici significativi, la cui carriera lavorativa si è sviluppata attraverso un percorso di studio abbinato all'esperienza professionale in vari settori del lavoro industriale, amministrativo, sociale, nel settore del lavoro autonomo, della cooperazione fino a giungere ai massimi livelli di responsabilità e di rappresentanza sociale e amministrativo-politico istituzionale nel sindacato UIL dove dal 1988 al 2000 ha ricoperto l’incarico di Segretario Confederale. 

È la narrazione puntuale anche di una militanza vissuta con grande passione in momenti difficili e delicati del sindacato, del mondo del lavoro e del tessuto sociale come  “negli anni drammatici del terrorismo, nell’epoca buia di Tangentopoli, nel periodo oscuro della recessione economica”. La cronaca dei passaggi di una vita personale e professionale intensa, dedicata interamente a una causa nella quale l’autore ripone convinzioni profonde in direzione della salvaguardia e della giustizia sociale e dell’uguaglianza. Quella stessa causa per cui, anche il padre Aldo, suo grande ispiratore di fede socialista, come riporta nel testo “ un dirigente nelle confederazioni sindacali fasciate. Ma non uno come gli altri, ama usare la sua testa e lottare per i diritti: al tempo dello sciopero di Lesina, in provincia di Foggia, si schiera senza mezzi termini dalla parte dei lavoratori”, episodio  a seguito del quale “ Giuseppe Di Vittorio, uno dei più noti e ascoltati sindacalisti del dopoguerra italiano e Segretario storico della CGIL, originario di Cerignola,  ricordandosi del coraggioso atteggiamento di mio padre lo chiama subito dopo la liberazione, per affidargli la federazione dei trasporti e dei portuali. Mio padre, che ha potuto allora liberamente abbracciare la fede socialista, diventa dirigente della CGIL Nazionale” per poi, “dopo i fatti d’Ungheria nel ‘56, confluire nella UIL”.

Un viaggio nelle vicende personali, del sindacato, nel mondo del lavoro, del tempo libero e del volontariato che cambia,  nella storia della sinistra, dei conflitti, della politica,  e non solo, dove non mancano spunti di analisi, perplessità e anche qualche  delusione, lungo decenni,  nel corso del quale l’autore del libro ha dedicato grande energia della propria esistenza,  con lo scopo di promuovere, insieme all’emancipazione delle lavoratrici e dei lavoratori, la dignità del lavoro e una società equa inclusiva e sostenibile, lo sviluppo più generale del Paese troppo spesso pervaso da scandali e mala politica. 

Tra i tanti aneddoti  in merito alla professione e al  lavoro come ambito di crescita, apprendimento, espressione di se stessi, appartenenza a una comunità, spicca anche quello relativo all’impegno dello stesso autore nell’ambito del tempo libero. “Fine anni Ottanta: Eccomi ora a fare politica, generale e sindacale. Tramite la UIL entro nell’Osservatorio del Volontariato, nel Comitato nazionale dei Garanti presso l’Ordine dei Giornalisti, nella Compagnia Finanziaria Industriale, nell’ Associazione Nazionale Cooperative Sociali - ANCS UIL . È un grande periodo di rapporto con il mondo cooperativo. Mi interesso anche delle attività del tempo libero e dei CRAL aziendali. Nasce la FITeL, Federazione Italiana del Tempo Libero: è lo strumento che le Confederazioni, UIL compresa, promuovono per garantire il collegamento tra i lavoratori e i CRAL. Mi ero sempre impegnato su questo tema,  e m’impegno ora nella costituzione di questa nuova realtà che ritengo così necessaria e ne divengo uno dei fondatori.” “Può sembrare una contraddizione concepire il sindacato interessato, oltre alla difesa del lavoro per i suoi associati, anche al modo di impiegare il tempo libero. Ma in realtà non c’è alcuna contraddizione. Da anni il sindacato moderno ha compreso l’importanza di questo spazio nella vita dei cittadini e cerca di tutelarlo e valorizzarlo bel migliori dei modi. Con la diminuzione dell’orario di lavoro, per molti si è aperto un nuovo orizzonte di interessi , ma anche di situazioni nuove. Tenni a battesimo la FITeL”. 


Un libro autobiografico interessante per  conoscere, ricordare e apprendere per continuare a mantenere vivi frammenti di storia, tramite vicende personali e di lavoro di chi scrive, che si intrecciano , diventano una narrazione unica, lasciando spazio a interesse e curiosità nel lettore.



FABIO ORTOLANI 

“Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana, dal 1972 al 1988 è stato funzionario direttivo della Regione Lazio, ricoprendo significativi incarichi, tra i quali: delegato con nomina del Presidente della Giunta della Regione Lazio, al censimento ed alla formalizzazione del passaggio alla Regione Lazio dei beni mobili ed immobili dei disciolti enti INAPLI, ENALC, INIASA e Vice Capo dell'Ufficio Ispettivo e Vigilanza dell'Assessorato alla Formazione Professionale della Regione Lazio.

Dal 1995 al 2000 è stato dirigente, con incarichi di rilevanza esterna, della società assicurativa LABORFIN S.R.L.

Dal 1988 al 2000 è stato Segretario Confederale, Tesoriere della UIL e componente i Consigli di Amministrazione di UNIPOL sa e UNISALUTE-Spa, di quest'ultima anche Vice Presidente.

Dal 2000 al 2008 è stato componente della Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione (COVIP).

Dal 2006 al luglio 2009 è stato componente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione CESAR

OA UNIPOLIS.

Dal 2008 al 2011 è stato Presidente del Fondo di Previdenza Complementare del settore metalmeccanico COMETA.

Dal 2012 al 2015 è stato Presidente del Fondo FONCHIM e componente in detto periodo, del Consiglio di Amm.ne dei fondi pensione FOPEN, PEGASO, PREMUNGAS e PREVIDENZA COOPERATIVA.

Da maggio 2016 al 2019 è stato Presidente del Fondo Pensione EUROFER (FFSS e ANAS) successivamente ha rivestito e riveste tuttora il ruolo di Vice Presidente all'interno dello stesso


giovedì 20 luglio 2023

“Dalla foresta al bosco. La lignite del Valdarno e la centrale di Santa Barbara”: un libro che racconta di un territorio straordinario.

 



“Dalla foresta al bosco. La lignite del Valdarno e la centrale di Santa Barbara”. E’ il titolo del libro, curato da Mario Donadoni, Michele Mauri e Giovanni  Mura, edito da Fabbrica di Luce, in cui si racconta la storia della ex area mineraria di Santa Barbara nel comune di Cavriglia (AR), che ha avuto impatto con l’ambiente, cambiato la vita dei cittadini, le sorti e la geografia del territorio. Un volume che, da un primo sguardo, può suscitare emozione e riportare alla memoria le tante disgrazie e i tanti minatori morti sepolti nelle vecchie miniere, basti pensare alla tragedia di Marcinelle in Belgio dell'8 agosto 1956 nella miniera di carbone Bois du Cazier, in cui morirono 262 persone delle 275 presenti, di cui 136 immigrati italiani, ma da una lettura attenta, sin dalle prime pagine se ne comprende l’importanza e il valore dei contenuti. Un lavoro ben documentato con dovizia di particolari in cui, tra l’altro, l’ambiente e il lavoro  dei minatori viene portato in luce e per alcuni aspetti anche di attualità visto che è allo studio del nostro governo la riapertura di siti d’estrazione per l approvvigionamento di materie prime utili al all’industria del Paese. Si narra del ciclo d’estrazione della lignite, un combustibile fossile o roccia sedimentata estratta da miniere sotterranee e a cielo aperto, e dell’industria mineraria che ha avuto grande espansione nel Valdarno Superiore. Il libro, racconta di come l’uomo, nel tempo, ha saputo sfruttare le risorse del territorio per creare sviluppo economico e sociale e accompagna alla conoscenza del luogo straordinario che è l’ex area mineraria di lignite di Santa Barbara: le suggestive immagini d’archivio e le storie dettagliate riportano dei minatori e della storia della miniera, strettamente intrecciata con quella del territorio del Valdarno e di come si è trasformata nel corso del tempo.

Un affascinante e per alcuni aspetti anche toccante viaggio che prende avvio dall’analisi della tipologia della foresta primordiale che allignava un tempo nel Valdarno, sue caratteristiche geologiche, passando per le faticose e pericolose operazioni di estrazione, l’espansione della classe operaia e sue rivendicazioni, l’evoluzione industriale, storie di vita e di lavoro dei protagonisti che hanno vissuto la miniera, aspetti naturalistici del sito produttivo dell’area mineraria e del territorio circostante, fino ad arrivare ai giorni nostri.




Un sito, quello di Santa Barbara, già luogo della miniera non più in funzione dal 1994, e oggi sede  dell’omonima centrale, convertita dal 2006 in un innovativo impianto a ciclo combinato, che continua a fornire al Paese energia elettrica, adeguandosi ai mutamenti tecnologici, ambientali e politici e alla materia prima: dalla lignite estratta nel territorio del primo periodo, si è passati all’olio combustibile e poi al gas metano e ancora, come afferma nella presentazione del volume, l’Ing. Paolo Tartaglia, responsabile Power Plant Center, “Propio di recente  qui abbiamo   avviato la sperimentazione di nuovissime soluzioni per accumulo  termico attraverso rocce calde con il primo impianto industriale al mondo, a cui si aggiungerà tra poco un accumulo a batterie, anch’esse innovative per la transizione energetica al mondo delle rinnovabili.”

Una narrazione interessante , fatta da sapienti autori, arricchita da immagini del passato e del presente, in cui si evidenzia la connessione tra l’industria estrattiva, il passaggio dalla cultura rurale a quella di carattere minerario, la storia e l’industrializzazione del territorio del Valdarno, alternativa alla tradizione economia basata sull’agricoltura e la mezzadria, che rappresentava un grande bacino occupazionale anche per operai ex  braccianti che venivano da fuori. 

Nel periodo di maggiore espansione dell’estrazione della lignite, che va tra il primo e il secondo conflitto mondiale, trovavano occupazione presso la miniera circa 5.000 minatori. 





Un’opportunità lavorativa che, per molti, voleva dire salario per sfamare la famiglia spesso numerosa e al contempo essere una risorsa straordinaria che contribuiva a cambiare le sorti economiche del territorio del Valdarno Aretino, durata fino alla metà anni ‘50, periodo in cui venne meno la competitività della lignite.




Negli anni successivi, a seguito di numerose lotte e trattative sindacali in tra i lavoratori, riunitisi in cooperativa per proseguire l’attività di estrazione, e la società mineraria, si giunse alla definizione di un nuovo progetto di coltivazione mineraria in cui era previsto lo scavo a cielo aperto della lignite e il suo conferimento ad una nuova centrale termoelettrica da realizzarsi a bocca di miniera. Fine anni ‘50 e inizio anni ’60, con il passaggio della concessione mineraria di Santa Barbara all’Enel, il materiale sterile di copertura del banco di lignite, viene asportato e poi depositato nei vecchi cavi di estrazione esauriti e in luoghi limitrofi, fino a mutare completamente l’orografia di circa 3.000 ettari di territorio. 

L’attività estrattiva che cambiò le sorti del Valdarno, delle famiglie in certi casi costrette anche a sfollare per permettere l’estrazione, dell’ambiente naturale e dell’aspetto paesaggistico, ebbe fine nel 1994.



Un racconto coinvolgente e suggestivo di un territorio toscano, prima sfruttato dall’industria  e strappato alla natura e oggi in attesa di essere restituito alla stessa, popolato da varie specie autoctone di animali e ricoperto da laghi e fitta vegetazione, oggetto di uno straordinario piano di riqualificazione, opportunità per biodiversità e turismo in un contesto paesaggistico incantevole che vede la collaborazione tra Regione Toscana, Comuni ed azienda Enel, che, se amate leggere, se vi piacciono i bei libri, se avete voglia di conoscere un interessante spaccato di storia del Valdarno, vale veramente la pena di leggere. 


mercoledì 24 maggio 2023

FESTA DI PRIMAVERA 2023 a Montevarchi, mostra-concorso "Fioriture e paesaggi fioriti" fino al 4 giugno


Il Sindaco di Montevarchi Silvia Chiassai e alcune studentesse dell’Istituto Comprensivo “Petrarca” Montevarchi (AR)


Successo per il vernissage inaugurale della mostra - concorso di arti figurative sul tema   "Fioriture e paesaggi fioriti" in occasione della “Festa di Primavera 2023”. Neanche l’allerta gialla e la pioggia caduta copiosa fin dal pomeriggio hanno fermato l’evento tanto atteso organizzato da Artinvalle APS nel cortile di palazzo Martini, via Roma, 91 a Montevarchi (AR), in collaborazione con le scuole medie e  le aziende fluorovivaistiche del territorio.
Un vero appuntamento con l’arte e con i fiori aperto dal Sindaco Silvia Chiassai Martini con un interessante intervento alla presenza di rappresentanti delle istituzioni scolastiche cittadine, insegnanti, studenti, ospiti e artisti prestigiosi, oltre ai tanti visitatori. 
Bellissimi dipinti in gara ma anche straordinarie sculture in legno e installazioni esposte in un percorso allestito per l’occasione con stupendi addobbi floreali offerti da florovivaisti è quello che si presenta ai visitatori della mostra  a cui ho avuto il piacere di partecipare alla giuria popolare con mia sorella Roberta, le nipotine Bianca e Maria Salvini e le amiche Carlotta e Margherita Bartolini, alunne della scuola Petrarca in concorso.
Che i fiori abbiano da sempre ispirato gli artisti nella realizzazione delle loro opere è cosa risaputa, ma vedere un angolo, caratteristico del centro storico della cittadina toscana in cui  arte, perfezione, tecnica e creatività di autori contemporanei e classici si fondono in un felice connubio con l’arte  espressa nelle opere a tema floreale degli alunni,  in una gara parallela, crea veramente incanto.
Sempre nell’ambito dell’evento particolarmente piacevole è stato  sentire le motivazioni che alcune alunne, della sezione speciale “Giovani artisti” - riservata agli  alunni delle scuole secondarie di primo grado - hanno riportato, con sapienza e disinvoltura, circa la realizzazione delle opere, in classe e a casa, per la partecipazione alla mostra-concorso. rispondendo alle domande del Sindaco e della dirigente scolastica Simona Chimentelli durante l’intervista rilasciata a una Tv locale.
Al termine dell’inaugurazione, molto apprezzato  lo “sciabolatore” Carlo Tanzini che, con abile colpo di sciabola, ha stappato una bottiglia di buon prosecco per il gradito brindisi accompagnato da gustosi pastìccini offerti dalla Pasticceria "La Nuova Sfogliatella", Bar Pasticceria " La Tavernetta" e Pasticceria F.li Bonci. 
L'esposizione, che consiglio di non mancare, rimarrà aperta al pubblico fino a domenica 4 giugno. 
Ingresso libero


























mercoledì 15 marzo 2023

I ritratti di Regina Schrecker alla mostra di Andy Warhol a Roma fino al 1° aprile

Regina Schrecker 
(foto di Mario Giannini)


Il 4 marzo scorso si è tenuta a Roma l’inaugurazione per la presentazione dei due magnifici dipinti che il grande Andy Warhol, maestro indiscusso della Pop Art,  nel 1983 dedicò all’amica Regina Schrecker,  donna affascinante, topmodel, musa, stilista e figura centrale e poliedrica del mondo della moda degli ultima decenni, insieme ad una fotografia per la copertina della rivista americana “Interview”. I due magnifici ritratti donati a Regina da Andy Warhol sono diventati anche le icone della sua griffe.

A fare da cornice al vernissage il nuovo spazio culturale “La Vaccheria” all’Eur, un’enorme struttura di quasi 1800 mq, nell’ambito di un casale storico, abbandonato da quasi 20 anni e adibito anni addietro a stalla, ora  interamente ristrutturato, gestito dal Municipio Roma IX. Un progetto fortemente voluto dalla Presidente del Municipio Roma IX Titti Di Salvo, di cui ne va fiera ed orgogliosa perché come afferma: ”La cultura non è un lusso ma un diritto”. Un progetto visionario appagato dal grande successo riscosso. Inaugurata a settembre, proprio con la mostra di Andy Warhol, ha avuto più di 16 mila visitatori ed è stata prolungata per ben due volte e adesso fino al 1° aprile.


L’allestimento dei due ritratti è stato creato dal designer Pino Masci, anch’esso un’opera d’arte, come i due ritratti dedicati a Regina da Warhol. In questa occasione Regina ha raccontato il Maestro della Pop Art, aneddoti singolari e significativi, inediti, curiosità del grande genio che solo chi ha avuto la fortuna di conoscerlo può narrare e far conoscere di pìù l’artista, umanizzarlo e donare agli estimatori quella poesia racchiusa in un così grande talento, con i suoi pregi e difetti.

Racconta Regina: ”La mia amicizia con Andy era un’amicizia vera, Andy era un grafico, avevamo tante cose in comune e questo ha fatto si che questa amicizia sia andata avanti nel tempo. Quando mi ha chiamata per fare i ritratti, sono andata da lui nella Factory, mi ha scattato 12 polaroid in diverse pose, poi con il volto senza trucco, perché così lui voleva, mi ha colorato il viso e il collo di bianco, come una geisha, poi ha lavorato sulle foto. Era geniale, come geniali le serigrafie delle zuppe di Campbell, il clou in quel periodo all’estero, un classico e lui diceva che negli ultimi vent’anni aveva mangiato solo quelle, questo sicuramente il motivo delle sue rappresentazioni”.

 

Regina ha anche anticipato la mostra dedicata alla sua carriera artistica di modella, costumista e fashion designer che aprirà i battenti il 28 aprile 2023 nella magnifica sede museale della Collezione Zerbinati di Villa Morosini, a Polesella (Rovigo) alla presenza del sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi.


Presenti alla presentazione i principali esponenti delle istituzioni del Comune di Roma: Alberto Stancanelli, Capo del Gabinetto del Sindaco Gualtieri; Alessandro Onorato, Assessore ai grandi eventi, allo sport, al turismo e alla moda; Augusto Gregori, Vice Presidente del IX Municipio; Titti Di Salvo, Presidente del IX Municipio; Monica Lucarelli, Assessora capitolina alle Pari Opportunità, Opportunità Produttive e alla Sicurezza.


Le opere di Andy Warhol in mostra sono più di 90, concesse all’esposizione grazie al gallerista Gianfranco Rosini, fondatore della Collezione Rosini Gutman di Andy Warhol.

Tantissime sono state le persone intervenute per ammirare la bellezza delle creazioni di Warhol e ascoltare Regina, perché, come ha sottolineato Alberto Stancanelli: ”Ricordate sempre che l’arte fa bene all’anima”.

 


 Regina Schrecker e Andy Warhol
 
(foto web)