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Le ragazze sul ponte (1927) |
“Munch. Il grido interiore”l’importante mostra monografica dedicata a EDVARD MUNCH (Norvegia, 1863 -1944) ospitata a Palazzo Bonaparte di Roma, dall’11 febbraio al 2 giugno 2025.
Protagonista indiscusso nella storia dell’arte moderna, Munch, è considerato un precursore dell’Espressionismo e uno dei più grandi esponenti simbolisti dell’Ottocento.
La vita segnata da sofferenze e grandi lutti come la perdita prematura della madre, della sorella, del fratello e la relazione amorosa difficile con la fidanzata Tulla Larsen e malattia sono stati per l’artista norvegese, assieme all’interesse per le forze invisibili e la natura dell’universo, il materiale emotivo per iniziate a dare corpo alla sua poetica e al suo talento artistico con il quale ha saputo rappresentare in maniera potente, sentimenti, passioni e inquietudini della sua anima. L’esigenza di comunicare, le sue percezioni, il suo grido interiore lo accompagneranno per tutto l’arco della vita vissuta “sull’orlo di un precipizio” portandolo a trattare temi universali - come la nascita, la morte, l’amore e il mistero della vita - oltre ai disagi psichici, l’instabilità dell’amore storico, le malattie fisiche e mentali e il vuoto lasciato dalla morte.
Il suggestivo percorso espositivo, curato da Patricia G. Berman, una delle più grandi studiose al mondo di Munch, offre al visitatore una straordinaria retrospettiva di uno degli artisti più amati del mondo con oltre cento capolavori tra dipinti, disegni, stampe e parole tra cui una delle versioni litografiche custodite a Oslo de L’Urlo (1895) e le iconiche La morte di Marat (1907), Notte stellata (1922-1924), Le ragazze sul ponte (1927), Malinconia (1900–1901) e Danza sulla spiaggia (1904), tutte provenienti dal Museo MUNCH.
Capolavori che raccontano l’animo più profondo e inquieto dell’ artista, attraverso figure che si intrecciano, sguardi carichi di tensione e atmosfere dai colori accesi ma anche cupi, sospese tra passione e tormento, si articolano su sette sezioni: prima sezione - Allenare l’occhio - con Autoritratto (1881/82), Malinconia (1900/1901) e il circolo bohémien di Kristiania (1907); seconda sezione - Quando i corpi si incontrano e si separano - con Bacio vicino alla finestra (1891), Coppie che si baciano nel parco (Fregio di Linde) del 1904 e Madonna (1895); terza sezione - Fantasmi - con le opere celeberrime come Sera. Malinconia (1891), Disperazione (1894), L’Urlo (1895), Lotta contro la morte (1915) e la morte nella stanza della malata (1893) ; quarta sezione - Munch in Italia - La Tomba di P.A. Munch a Roma (1927), Ponte di Rialto, Venezia (1926) ; quinta sezione - L’universo invisibile - Uomini che fanno il bagno (1913/1915), Onde (1908) e il falciatore (1917) ; sesta sezione - Di fronte allo specchio (Autoritratto) - Il viandante notturno (1923/24), Autoritratto tra il letto e l’orologio (1940/1943; settima sezione - L’eredità di Munch - Donna sui gradini della veranda (1942, Muro di casa al chiaro di luna (1922/1924), Le ragazze sul ponte (1927).
Esposizione che ripercorre l’intero percorso artistico di Munch, dai suoi esordi fino alle ultime opere, attraverso i temi a lui cari, collegati tra loro dall’interpretazione della tormentata essenza della condizione umana. Tutto ruota attorno al ‘grido interiore’ di Munch, al suo saper interpretare, comunicare e condividere, ricordi, sue esperienze emotive e sensoriali, chiaroscuri della vita e forze invisibili che animano e tengono assieme l’universo, il suo immaginario disturbante, inquieto, eppure seducente. Edvard Munch non dipingeva ciò che vedeva, ma ciò che sentiva: “Non dipingo la natura, la uso come ispirazione… Non dipingo cosa vedo, ma cosa ho visto.”
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Amore e Dolore (Vampiro) (1895) |
Munch è forse l’artista che ha saputo più di ogni altro trasferire sulla tela sentimenti e angosce profonde, rendendoli specchio dell’animo umano e della sua eterna lotta tra desiderio e sofferenza, dando loro forme, sfumature di colori ed emozioni universali senza tempo che non a caso giungono fino a noi.
Prodotta e organizzata da Arthemisia - in collaborazione con il Museo Munch di Oslo - l’esposizione gode del patrocinio del Ministero della cultura, della Regione Lazio, del Comune di Roma - Assessorato alla cultura, della Reale Ambasciata di Norvegia a Roma e del Giubileo 2025 - Dicastero per l’Evangelizzazione.
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L’Urlo (1895) |
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Notte Stellata (1922-24) |